Comunicazione e Autostima

Studio di Psicologia Clinica del Dr. Giorgio Paltrinieri

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DISTURBO SPECIFICO DELL'APPRENDIMENTO

DISTURBO SPECIFICO DELL'APPRENDIMENTO

Cosa Sono:

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento, comunemente associati con l'acronimo DSA, sono una condizione clinica di difficoltà legata all'apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo che si manifesta all'inizio del percorso scolastico.

 Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:
• dislessia, cioè disturbo nella lettura (intesa come abilità di decodifica del testo)
• disortografia, cioè disturbo nella scrittura (intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica)
• disgrafia, cioè disturbo nella grafia (intesa come abilità grafo-motoria)
• discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo (intese come capacità di comprendere e operare con i numeri).

Come si Manifestano: 

Ogni bambino ha le sue caratteristiche, e le difficoltà non si manifestano tutte insieme e allo stesso modo, è bene riconoscere, quindi,  alcuni campanelli d'allarme che il genitore e l'insegnante, possono utilizzare per riconoscere la difficoltà nel bambino.

Lettura: 

  • Confonde le lettere che appaiono simili graficamente (m-n, b-d-p-q, a-e) o che suonano simili (p-b, f-v, t-d)
  • Inverte le lettere all'interno della parola stessa soprattutto in parole con più di due sillabe 
  • Legge lentamente sillabando, e con forte esitazione
  • Legge in maniera corretta una parola che si trova a inizio pagina e leggerla errata si la ritrova nel testo
  • Commette errori di anticipazione cioè legge le prime lettere e finisce con una parola simile "come se avesse tirato a indovinare".
  • Salta righe e o/ parole

Scrittura:

  • Scambia i suoni visivamente simili nello stampato minuscolo (b-d-p-q, m-n-u, e-a) o per suono (t-d, v-f)
  • Compie omissioni all'interno della parola ("scala", "sala")
  • Compie fusioni ("l'ago", "lago")
  • Ha un tratto grafico poco leggibile, disarmonico (distanze tra una lettera e l'altra), e difficoltà a stare all'interno delle righe e al'interno del foglio, 
  • E' sensibilmente lento nello scrivere con manifesta fatica nei movimenti, e conseguente sforzo di copiatura dalla lavagna, dal libro o sotto dettatura.
  • Difficoltà nell'automatizzare le regole ortografiche

Calcolo:

  • Ha difficoltà nello scrivere i numeri, e confonde i segni matematici
  • Commette errori ed esitazioni nel riconoscere il posizionamento delle cifre all'interno di un numero
  • Nel contare fino a 100, ha difficoltà nel cambiare la decina successiva
  • nell'organizzare le sequenze di svolgimento delle operazioni: incolonnamenti, riporti nelle addizioni, prestiti nele sottrazioni, passaggi nelle espressioni Ecc..
  • Incapacità di recupero di fatti aritmetici che s'imparano a memoria (tabelline, calcoli a mente rapidi: 7+3)
  • Diffcoltà nella risoluzione dei problemi

ALTRI CAMPANELLI D'ALLARME

  • Riconoscere la destra dalla sinistra
  • Memorizzare sequenze (giorni della settimana, mesi dell'anno, lettere dell'alfabeto
  • Leggere l'orologio con le lancette
  • Apprendere concetti a memoria (termini, luoghi, date)
  • Orientarsi nel tempo e nello spazio
  • Compiti di memoria a breve termine, 
  • Automatizzare sequenze motorie (allacciarsi le scarpe, allacciare i bottoni)                                                                                                                                                                      

LA LEGGE 170/2010

La Legge 8 ottobre 2010, nº 170 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati "DSA".

Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito mediante molteplici iniziative promosse dal MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) e attraverso la realizzazione di percorsi individualizzati nell'ambito scolastico.

Ai sensi dell’art. 7, comma 2, della Legge 170/2010, le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere ilcorretto processo di insegnamento/apprendimento fin dalla scuola dell’infanzia, nonché le forme di verifica e di valutazione per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (di seguito “DSA”), delle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione e nelle università.

Al fine di garantire agli alunni e agli studenti con disturbi specifici di apprendimento di usufruire delle misure educative e didattiche di supporto di cui all’articolo 5 della Legge 170/2010, gli Uffici Scolastici Regionali attivano tutte le necessarie iniziative e procedure per favorire il rilascio di una certificazione diagnostica dettagliata e tempestiva da parte delle strutture preposte.

     

Quali Servizi Offro

Quali Servizi Offro

DIAGNOSI

 

- Valutazione con l'ausilio di test specifici in studio, per valutare, misurare le specifiche difficoltà e abiltà nel processo di apprendimento della lettura scrittura e calcolo del bambino/a  o ragazzo/a

- Relazione della diagnosi scritta, che dovrà essere validata dalla Commissione apposita del servizio di Neuropsichiatria del territorio d'appartenenza, necessaria per la Certificazione del disturbo, fondamentale per tutelarlo in tutto il percoso di studi, e per la redazione del PDP. 

- Partecipazione e Consulenza nella progettazione del PDP (Piano Didattico Personalizzato)

Il PDP, è uno strumento che serve al bambino/ragazzo con DSA, concordato tra la famiglia, la scuola e le istituzioni socio-sanitarie, per organizzare un percorso mirato nel quale vengono soprattutto definiti gli strumenti compensativi e dispensativi che aiutano alla realizzazione del successo scolastico degli studenti con DSA. Per ciascuna materia devono infatti essere individuati gli strumenti dispensativi e compensativi più efficaci per consentire allo studente il raggiungimento degli obiettivi alla pari dei compagni.

Il PDP viene redatto dal consiglio di classe una volta acquisita la diagnosi specialistica e dopo aver ascoltato la famiglia e, laddove è necessario, gli specialisti, in un’ottica di dialogo e di rispetto delle diverse competenze e specificità.

 

TRATTAMENTO

 

Attività di Riabilitazione per acquisire strategie di apprendimento della lettura, scrittura e calcolo, al fine migliorare le sue performance, ma soprattutto "poter stare al passo", non senza grande sforzo, con il programma scolastico che ogni anno diviene sempre più gravoso e complesso.

L'attività di trattamento è consigliabile dagli 8 anni (II elementare anno in cui è possibile fare una diagnosi valida) e gli 11 anni (V elementare), per periodi brevi. 

A questa età il bambino seguito da un training intenso può migliorare molto la velocità e l'accuratezza nel processo di lettura, nella pratica di scrittura e delle regole ortografiche, come le operazioni di calcolo .

Il Protocollo Consiste Solitamente in Cicli di Tre Mesi per Tre Volte a Settimana 

Le attività vengono svolte in Studio e con l'ausilio dell'esercizio a Casa coinvolgendo i Genitori 

- E' consigliabile fare questi trattamenti nel periodo delle Vacanze Estive, così da non caricarlo troppo e affaticarlo- 

Training per apprendere in maniera efficace l'utilizzo di Strumenti Compensativi mediati attraverso il Pc o Tablet, per garantire l'apprendimento di contenuti e moduli dei programmi scolastici.

E' consigliabilie iniziare questa attività, già dai 9/10 anni (IV elementare), anche per prendere confidenza ed accettarne l'utilizzo in classe, fino ad acquisire la consapevolezza che un grande strumento di aiuto. 

 

CONSULENZA E SUPPORTO GENITORIALE

Per un genitore rapportarsi con il DSA del proprio figlio può essere un elemento di grande frustrazione. 

Non è innanzitutto facile capire come un bambino sveglio ed intelligente abbia grosse difficoltà a fare operazioni semplici ed automatiche: tradurre un suono ad una lettera e trascirverla correttamente su un foglio o imparare le tabelline.

Capita spesso che i genitori valutino in prima istanza la difficoltà come pigrizia o poco interesse per la scuola, colpevolizzando il figlio, e in seguito, dopo la diagnosi, provino un forte senso di colpa, che se non adaguatamente contenuto può essere di ostacolo ad una sana relazione parentale.

In molti casi il problema va a condizionare i rapporti famigliari e di coppia, poichè le modalità con cui affrontare il problema diventano via via più discordanti, fino ad incrinare il rapporto di coppia.

E' importante riportare sempre alla mente che:

Il bambino alle prese con questo tipo di disturbo, solitamente mette in atto comportamenti di difesa reattivi. Il bambino alle prime prese con difficoltà di questo tipo, per un sano meccanismo di difesa personale, tende ad evitare le situazioni che lo mettono in difficoltà e ansia ed eviti nel complesso tutte quelle attività che richiedono il processo di lettura e, spesso, anche di scrittura, in particolare sotto dettatura.

Alcuni  mettono  in atto reazioni comportamentali di tipo esplosivo, cioè le reazioni di rifiuto possono essere molto intense fino ad  arrivare anche a livelli importanti di aggressività; spesso sono bambini che effettuano lotte furibonde con i genitori per non fare i compiti, cercando di passare il maggior tempo possibile in altre attività in cui si sentono capaci e forti.

Altri  bambini, invece,  possono manifestare reazioni  comportamentali più di tipo implosivo, cioè rivolte verso di Sé; alcuni, quando si tratta di andare a scuola o fare i compiti, lamentano disturbi somatici, quali mal di  testa, mal di pancia, nausea, ecc; altri si colpevolizzano incontinuazione per le proprie incapacità  tanto da  sviluppare anche sintomi depressivi.

Queste  difficoltà  portano lo  studente ad avere frequenti insuccessi a scuola.

Nella maggior parte dei casi i saperi si  trasmettono attraverso il testo scritto.

Questo susseguirsi di risultati negativi, condito con frequenti rimproveri, è psicologicamente devastante: lo  studente si  percepisce  inadeguato ad affrontare il mondo, si sente non bravo come gli  altri, più svogliato, più  rinunciatario, in ultima analisi si percepisce inferiore ai compagni.

Questa situazione lo porta a sentirsi colpevole, poco amato dagli altri, a volte compatito perché “poveretto non ce la fa”, “se non è capace non è colpa sua”, “è nato così”, “è un po’handicappato”, “non ha voglia di fare niente”, “chissà cosa diventerà da grande”.

Tali aspettative negative nei suoi confronti minano la sua autostima e la sua visione del mondo, causano ansia da prestazione, atteggiamenti rinunciatari e perdita di fiducia in Sé, tutti ingredienti  “nemici” ad un sano e positivo rapporto  con se stesso e con lo studio.

Nei casi più gravi i  ragazzi  finiscono per  abbandonare lo studio a causa di queste credenze scorrette rispetto  alle  proprie  capacità.

STELLA G. (2004). La dislessia. Il Mulino, Bologna

La consulenza ed il supporto può essere un valido aiuto per tutto il sistema famiglia nel processo di "convivenza" con il DSA, della quale non "si guarisce", ma che può essere affrontata con serentà ed efficacia, se adeguatamente sostenuta su tutti i fronti.

  Consulenza

Sulle misure disensative e gli strumenti compensativi e come reperirli nella maniera più economica possibile.

Come creare delle relazioni costruttive con gli insegnanti ed evitare atteggiamenti e comportameanti giudicanti che possono sfociare anche in contrasti accesi.

Come rapportarsi col figlio/a rafforzarlo e dandogli fiducia, come aiutarlo nello svolgimento dei compiti e via via renderlo più autonomo.

  Supporto

Poter esprimere e condividere, come genitori, le proprie esperienze e le proprie emozioni può rivelarsi molto utile, poiché darsi la possibilità di dedicare del tempo ad incontrare le proprie difficoltà, paure, incertezze e sentimenti di impotenza, riconoscendosi nella difficoltà nel proprio figlio può fare emergere vissuti sconfortanti, che difficilmente da soli possono fuoriuscire da circoli viziosi.

Il supporto psicologico è molto importante per imparare a riconoscersi capaci ad intraprendere un cambiamento, nel poter gestire le difficoltà scolastiche, ma soprattutto riuscire a non farsi travolgere dal problema stesso.

Così com'è importante aiutare il figlio che non è meno degli altri, ma funziona diversamente dalla media dei suoi coetanei, "Fare Metacognizione; Distanziarsi, Auto-osservare e Riflettere sui Propri Stati Mentali", cosicchè può essere rafforzato nel vedere la possibilità di affrontare i problemi della scuola come della vita e che potrà riuscire, come tanti altri, Famosi e Non. 

 

RICORDIAMOCI SEMPRE CHE DSA NON E' UN'ETICHETTA DA DARE AL PROPRIO FIGLIO.

"HA UN DSA - NON E' UN DSA" 

Mi Piace fare questo parallelo

- La MIOPIA come altri problemi della vista vengono corretti con gli OCCHIALI, così come IL DSA con gli appositi STRUMENTI D'AIUTO, può essere efficacemente affrontato -

 

A Testimonianza Che Ce La Si Può Fare